venerdì 22 novembre 2013

Perchè dovremmo leggere un libro?


La nostra esperienza di librai però ci fa dire che esistono dei lettori “forti”, persone che entrano settimanalmente in libreria e che sono assolutamente informate sulle uscite che si susseguono. Sono lettori “pretenziosi”, sono lettori che approfondiscono e che non si lasciano convincere dalle classifiche stilate dai quotidiani o dai giornali on-line, ma che ricercano libri “diversi”, un po’ più particolari, magari di case editrici di qualità, quelle case editrici che trovano meno spazio nelle recensioni dei giornali e negli scaffali dei megastore dei libri, quelle case editrici che, fortunatamente, ancora ricercano prima di proporre, che non badano solo alla vendita pura e che danno spazio a voci “diverse” della cultura mondiale.
Sarebbe bello che questo virus si diffondesse e cominciasse a circolare di più. Potremmo sviluppare maggior senso critico e più consapevolezza della bellezza che in Italia non manca.
Queste sono le parole dei librai Andrea  e Silvia, rilasciate alla giornalista e scrittrice Cristina Lattaro, per il Giornale on line "Rieti in vetrina"(1)
Aldilà della questione che l'articolo pone, ovvero quanti libri leggono i reatini, domanda a cui difficilmente è possibile dare una risposta in mancanza di un monitoraggio effettivo e delle statistiche aggiornate relativamente al territorio reatino, io partirei da un'altra questione: perchè dovremmo leggere un libro? Quale è la forza che ci spinge e sfogliare un libro, a dedicare parte della nostra giornata o del nostro tempo a questa attività?
Partiamo da un dato di fatto: leggere, che sia un libro, un articolo o un tweet su un social network, o anche il post di questo blog è una attività sia individuale che sociale. Partiamo dal primo punto. Leggere è indubbiamente tra le attività più personali e autoriflessive che una persona possa fare: nel momento in cui entriamo in una libreria (il discorso può naturalmente essere traslato in riferimento ai giornali o ad internet) e scegliamo un libro, nella nostra mente si attivano degli automatici processi di selezione: scegliamo il libro che ci incuriosisce e il cui titolo ci crea un particolare stato d'animo. Nel momento in cui individuiamo il libro che può interessarci, lo prendiamo in mano, ne scrutiamo il profilo, ne valutiamo la consistenza, il numero delle pagine, il profumo della carta stampata (si, lo ammetto, conosco dei veri e propri “feticisti” della carta stampata che amano “sniffare” i libri appena comprati), il tipo di copertina: tutte queste valutazione sono un esercizio mentale di selezione, che implica milioni di azioni, delle quali tuttavia non abbiamo contezza. Noi compriamo il libro, perchè in qualche modo ha attirato la nostra attenzione e stimolato la nostra curiosità. Ciononostante, attraverso la lettura formiamo il nostro modo di pensare, la nostra percezione della realtà il nostro modo confrontarci con gli altri e infine esercitiamo la nostra mente (qualche tempo fa c'era un pubblicità del Ministero dell'Istruzione che parlava della lettura come il cibo della mente)
Ed è proprio questo ultimo punto che ci spinge a riflettere sulla dimensione sociale della lettura. Leggere ci permette di farci delle idee, le quali sono il mezzo attraverso il quale ci confrontiamo con gli altri, costruiamo relazioni stabili e durature oppure momentanee. Sono lo strumento attraverso il quale costruiamo conversazioni e momenti di condivisione e confronto.
Prendiamo i gruppi di lettura organizzati dalla libreria. Questa attività è tra le più importanti organizzate dalla libreria Moderna e permette alle persone con passioni comuni di incontrarsi e informarsi, le quali altrimenti non avrebbero la possibilità di condividere le opinioni in spazi comuni. Insomma creare una comunità dinamica, in cui i membri condividono conoscenza e passioni comuni e mai come in questo momento storico di incertezza servono luoghi di incontro dove costruire nuove comunità sociali.
Aldilà di queste considerazioni di un romantico, ormai sempre più la lettura è al centro del dibattito pubblico: lo dimostra il numero di pubblicazioni scientifiche sul valore della lettura (2), le iniziative e la passione dei librai indipendenti (3) e infine l'attenzione del Ministro Bray, il quale vorrebbe attuare un Piano nazionale di rilancio della lettura (benchè in parte contestato). Tuttavia tali esperienze devono scontrarsi con dati impietosi sulla lettura in Italia, (anche se non vanno dimenticate isole felici ed esperienze positive che fanno comunque ben sperare), che non fanno ben sperare
E proprio in considerazione di ciò, è quindi arrivato il momento di dare una possibile risposte (tra le infinite possibilità) alla domanda iniziale, perchè dovremmo leggere?

Leggi per comprendere la realtà e il mondo che ti circonda.
Leggi per imparare.
Leggi qualsiasi cosa per conoscere e per condividere.
Leggi perché ti rende capace, e ti abilita ad affrontare i problemi.
Leggi perché funziona.
Leggi perché l’informazione è potere.
Leggi perchè non importa cosa leggi, l'importante è che lo farai.

Buona lettura
DanieleD.




(1) per la lettura dell'articolo integrale si rinvia http://rietinvetrina.it/reatini-e-la-lettura/
(2) D. Comer Kidd e E. Castano Reading Literary Fiction Improves Theory of Mind, 2013

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