venerdì 31 gennaio 2014

Incontro con Anna Foa

Sabato 1 febbraio alle 18 incontriamo la prof.ssa Anna Foa, autrice del libro PORTICO D'OTTAVIA N.13 pubblicato da Laterza. Appuntamento alla Biblioteca della Fondazione Varrone. Conversa con l'autrice Giancarla Lazzari. Organizza Libreria Moderna
Anna Foa è storica, docente all'Università "La Sapienza" di Roma, una delle più note e acute testimoni della realtà ebraica del nostro tempo.

Un modo per ricordare, dando voce alla memoria, alle case e alle strade, a chi ha sentito dire, a chi ha visto.
Speriamo in una vostra massiccia partecipazione. Ingresso libero!
Silvia e Andrea

Qui di seguito potete trovare una intervista di Anna Foa rilasciata alle pagine culturali della pagina online del quotidiano la Repubblica: Intervista Anna Foa, Repubblica.IT

Il libro in breve:

La razzia cominciò poco prima delle cinque e trenta. Scrupolosamente, gradino dopo gradino, i nazisti salirono le larghe scale di marmo consunte della Casa fermandosi ad ogni porta senza tralasciarne nessuna. Un’antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale. È qui che il 16 ottobre del 1943 i nazisti arrestano più di trenta ebrei, un terzo dei suoi abitanti, tra i più poveri della Comunità. Sono per lo più vecchi, donne e bambini. Altri quattordici saranno  catturati nei mesi successivi. Questa è la storia degli abitanti della Casa e dei nove mesi segnati per gli ebrei romani da oltre duemila deportazioni. Sono presi per strada, nel quartiere del vecchio ghetto da cui non si sono allontanati, nelle stesse case in cui sono tornati, nei negozi, perfino al bar. Li arrestano soprattutto i fascisti, le bande autonome dipendenti direttamente da Kappler mosse dall’avidità della taglia, guidate dalle delazioni delle spie. Tutto può accadere: sono l’avidità e la crudeltà la norma della spietata caccia all’uomo. Quando le spie indicano gli ebrei  alle bande, un carrozzone si avvicina per far salire gli arrestati,  liberarne alcuni, mandarne altri a morte, a seconda della convenienza e del capriccio. L’arbitrio era re nella Roma di quei mesi. Intorno, il caos più tremendo, nessuna forma di organizzazione, il vuoto, i bombardamenti, la fame, i rastrellamenti, le fosse Ardeatine. Il quartiere è il teatro di questa caccia infinita, un teatro che attira come una calamita i suoi abitanti e i cacciatori, che conoscono le loro prede e sanno come e dove trovarle (Laterza).Un modo per ricordare, dando voce alla memoria, alle case e alle strade, a  chi ha sentito dire, a chi ha visto.
Speriamo in una vostra massiccia partecipazione. Ingresso libero!
Silvia e Andrea

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